Nel lontano 1999 in una scuola della provincia di Milano abbiamo avuto l’occasione di aguzzare la vista.

Uno dei luoghi preposti alla trasmissione dei valori collettivi è senza dubbio la scuola dove i bambini dovrebbero imparare tutte quelle forme comportamentali che li aiuteranno a diventare adulti consapevoli. Ed è proprio in una scuola elementare che abbiamo avuto la piacevole sorpresa di assistere ad una vera e propria lezione di ergonomia, tenuta in questo caso da un Ottico Optometrista.

La campagna sociale di educazione alla visione voluta, organizzata e autofinanziata, dall’Albo degli Optometristi di Federottica, parte dal principio che un’efficace igiene visiva facilita l’apprendimento e il rendimento e arriva a colpire nel segno, offrendo un interessante punto di vista (e che altro se no) a genitori inesperti e ignari di quanti problemi possono insorgere dalle cattive abitudini.

Quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla conferenza ho sinceramente pensato che fosse la solita trovata pubblicitaria, volta a convincere i genitori ad acquistare occhiali di ogni genere e tipo. Mi sbagliavo! Niente di tutto questo, piuttosto una vera e propria lezione dove ciascuno ha potuto mettere alla prova la propria capacità visiva e constatare la predisposizione a perdere decimi preziosi. Piccoli giochi e trucchi per individuare problemi e relative soluzioni. Due ore dense e stimolanti durante le quali ogni genitore ha avuto modo di imparare a pensare in modo ergonomico e a mettere in atto, oltre al buon senso, anche qualche piccola e concreta astuzia.

In anni di attività gli Ottici Optometristi hanno potuto constatare la continua crescita del numero di studenti che lamentano diversi problemi visivi.

Approfonditi studi hanno dimostrato che durante il compito visivo si ha una rigidità o contrazione dei muscoli del collo e delle spalle e una respirazione meno profonda. Inoltre la necessità di concentrarsi sul compito da svolgere, porta l’individuo a uno spontaneo avvicinamento al piano di lavoro, che gli permette di escludere possibili distrazioni esterne ma che lo obbliga a una posizione innaturale.