L’avvento delle nuove tecnologie ha trasformato ormai da anni il paradigma ufficio dandogli una connotazione sociale nuova, meno rigida sia negli orari sia nei regolamenti. E soprattutto l’essere sempre connessi consente di lavorare da qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi orario.

L’ufficio diventa quasi una seconda casa: ecco un gioco, una foto di gruppo, il bollitore per il te e persino un cane che, altrimenti, soffrirebbe di solitudine.

In alcune aziende, soprattutto quelle legate al mondo digital, si è arrivati ad attrezzare palestre e a predisporre luoghi di relax per gli operatori. Sale riunioni con piscina o  un campo di basket con tanto di cesti e spalti. Insomma il luogo

Sono sempre più le aziende che introducono nelle loro prospettive di sviluppo innovazioni d’arredamento apparentemente in contrasto con la consueta linearità dell’ufficio. Perchè oggi si è capito che l’ufficio dovrebbe diventare un ambiente che favorisca non solo la concentrazione, ma anche i momenti di condivisione: ciò, secondo gli psicologi, permetterebbe una maggiore serenità nel lavoro e di conseguenza un rendimento qualitativamente migliore.

Esistono realtà aziendali, (poche per la verità e in genere legate al mondo della cosiddetta New Economy) dove i giovani che vi lavorano alternano all’attività professionale una partita a ping pong o a biliardo, una seduta in palestra o al bowling; dunque un ambiente innovativo che, oltre a ospitare letti e giardini zen, fa da sfondo all’attività di cuochi e massaggiatori.

E’ questa una delle risposte al continuo e vorticoso cambiamento che investe il mondo del lavoro: adattare gli ambienti alle esigenze di professionisti sempre più giovani e innovativi, adeguandosi alla mancanza di vincoli che una frenetica ma non per questo improduttiva dinamicità comporta.

La necessità di unire design ed ergonomia a tecnologie avanzate coincide con l’evoluzione dell’ufficio e a un rinnovato atteggiamento mentale.

Non a caso il MOMA di New York, la più prestigiosa rassegna del design internazionale, ha messo in mostra oggetti destinati al lavoro che segnano il passo e conducono rapidamente verso il futuro. Possiamo quindi continuare a stupirci o sorridere davanti a un esempio di “weekly dinner” (tastiera di computer  completata da un piatto di pizza), o a un “bed in business” (letto provvisto di uno schermo elevabile ai suoi piedi e di mouse e tastiera nascosti in speciali cuscini), ma nella consapevolezza che la vera rivoluzione a cui assisteremo sta nel rapporto tra impiegato e ambiente di lavoro, ormai privo dell’identificazione tra l’attività e l’ufficio tradizionale.